[Discontinued Day]#10 Color Club Chelsea Girl


Oggi è stato il giorno delle grandi pulizie. Sì, quelle di Primavera. Quelle che tutte le unghie temono e sperano di procrastinare il più possibile. Lo scorso anno le ho ridotte all'osso, sicché oggi ho sfacchinato il doppio. Mai. Più. Così, per premiarmi della fatica, ho tirato fuori le foto di questo gioiellino dal cassetto tutto per voi.
(Vi scrivo con i guanti e le mani avvolte da una litrata di olio evo.)
Lui non è proprio un discontinued, nel senso che la collezione è sì vecchiotta, ma qualche esemplare ancora si trova. Vabbé, chiudete un occhio, vero?
(Tanto con me ci siete abituate...)
Lui è Color Club Chelsea Girl della collezione POPtastic della P/E 2010.

Avete presente il fattore K? Quello che salta fuori non quando ne avete bisogno, ma quando lo dice lui? Bene. Lo scorso lunedì mi sono imbattuta in una UPIM. Alcune UPIM hanno qualche esemplare delle vecchie collezioni di Color Club, la POPtastic e la Electric Candy. Esemplari che sono rimasti a prendere polvere nelle tristissime scatole di plastica trasparente dove si schiaffano i rimasugli senza fare tanti complimenti. Rimasugli cari, visto che stanno a 9 euro a boccetta (strano che siano ancora lì, vero?!), e per lo più abbandonati a loro stessi.
Smucinando (termine tecnico) in un coattissimo beauty case argento metallizzato - roba che nemmeno la BMW di Semir Gerkhan - ho trovato lui. Chelsea Girl. Che se ne stava solo e ramingo e bullato da frotte di Twiggie verdi d'invidia (ah, ah, ah). Potevo abbandonarlo al suo triste destino?!





Cerrrrto che no!!
Così lo adotto e lo porto a casa. Martedì decido di sfoggiarlo e siccome in boccetta pareva un crème, e temendo potesse essere un crelly, decido di cercare info sul web. (Sì. Oggi parlo come un'adolescente. Quando dirò "Ehi, raga! Tutto rego?" abbattetemi!) E noto che blog più blasonati del mio lo identificano come un jelly.
Piangendo lacrime di sangue, mi preparo al mio destino. Non dovrebbe essere tanto tragica, in fondo. È un bel blu, no?
Che vuoi che succeda?!




Succede che non è un jelly. Nemmeno per sbaglio. Come potete vedere nella foto precedente, e in quella successiva, si tratta di un neon. E spalanco gli occhioni. 
In primis, in questo periodo ho una voglia assurda di neon. Assurda perché, superata la trentina, si dovrebbe indossare colori più sobri, e non tinte spaccaretine, come se si avessero dodici anni e le Big-Babol panna&fragola tra i denti. Ma queste sono questioni personali. 
In secundis, non credevo che un colore di un tono tutto sommato medio potesse essere declinato come neon.
Quelle che vedete qui e nelle due foto successive sono due mani sulla base essence 24/7. Come potete vedere c'è un finish gommoso, opaco, ma trasparente. Le foto non consentono di accorgersi che il colore lasciava vedere la lunetta della ricrescita. Il jelly più bizzarro della storia.

No, vabbé, dai. Jelly, questo?!



Così, santiando in dodici lingue, tolgo tutto (macchiandomi le cuticole in un paio di occasioni) e ricomincio. Stavolta facendo le cose per bene. Con una base bianco gesso (Revlon 050 White On White). E due mani di colore. Direi che la musica è cambiata, non credete anche voi?!




Tornando in topic, Chelsea Girl fa parte della POPtastic, una collezione uscita nella primavera del 2010. Ricca di NEON. Chelsea Girl è un blu medio - che una volta si chiamava 220 volts - che asciuga velocemente. Due passate su base bianca, senza top coat. Dura fino a tre giorni prima di diventare opaco e perdere la sua aura spaccaocchi. Nel senso che prosciuga i globi oculari proprio. Avete presente cos'è WHAM! POW!, no? Ecco. declinatelo in blu.
Non vi nascondo che sono felicissima dell'acquisto, e sto meditando di allungare le zampacce anche sugli altri fratellini. Non si separano le famiglie, giusto?
La Color Club è presente in Italia in alcuni centri estetici, oppure presso alcune UPIM (mi dicono anche COIN, ma io non li ho mai visti). Attualmente, le collezioni presenti sono La POPtastic e la Electro Candy, come detto in apertura di post.
Il prezzo si aggira sui 9 euro. A volte è possibile trovarli scontati, ma il prezzo non scende mai al di sotto dei 7 euro e 50. In tutta franchezza, non è un prezzo troppo alto (se considerate che acquistati onlilne il costo sempre su quella cifra si aggira, spese di spedizione comprese), e in giro si vede di peggio (no, non farò nomi. Si dice il peccato e non il peccatore.), e sarei anche disposta a spendere tutti quei soldi, se solo la distribuzione fosse incrementata e non ci si limitasse a due sparute collezioni, tenute male e conservate peggio. Speriamo in bene...

Con i miei adorati tulipani. Che il caldo di oggi ha fatto aprire. Senza appello.


E anche per oggi, è tutto.
Se siete sopravvissute alla visione delle foto, fate un salto a trovare le altre archeoblogger. Non ve ne pentirete. Grazie per essere passate e alla prossima!


Acque pacate e dolci risate finché non ci rincontreremo


 

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