[OT] Tesoro, c'è una rondine sul balcone...



foto di Adriano Perla

Di solito non amo parlare della mia vita privata e di quello che mi succede quando sono lontana dal pc e dalle mie boccette di smalto. Sono fatti miei, come diceva Raz Degan in una pubblicità di qualche anno fa. E sinceramente, non sono nemmeno poi tanto interessanti, lasciatevelo dire.
Se oggi faccio uno strappo alla regola è perché vorrei condividere un'esperienza con voi - con chiunque passi per caso da queste parti. Perché potrebbe capitare a chiunque di noi di trovarsi nella situazione di prestare un primo soccorso ad un animale ferito. Ad un animale selvatico. Nello specifico, ad una rondine che non riesce a volare. E che se ne sta a terra, a frullare le ali disperata.




®Lipu Milano

Passeggiando per il quartiere, lunedì scorso, mi sono imbattuta in un uccellino a terra che batteva le ali, ma non riusciva ad alzarsi in volo. Dieci anni fa mi capitò una cosa simile. Trovai un uccellino ancora più piccolo, un pulcino caduto dal nido che, stanco di pigolare, si stava addormentando tra le radici di un platano.
Che si fa in questi casi?
Si raccoglie l'uccellino, giusto. Perché - ammesso che alle elementari insegnino ancora di queste cose - anche i bambini sanno che le rondini non si posano mai a terra. Sono animali che vivono tutta la loro vita in volo, le cui zampette corte dagli artigli ricurvi servono solo ad ancorarsi per bene al loro nido. Mentre i merli sono assistiti dai genitori durante le prime passeggiate fuori dal nido, le rondini no. Una rondine non ce la fa a spiccare il volo dal suolo. Non è un piccione, un merlo o un passero. La rondine vola perché si lancia dall'alto. O perché qualcuno le dà lo slancio.
Fine dei giochi.
Quindi, se trovate una rondine a terra, i casi sono due:
* o si tratta di un adulto che per acciuffare un insetto si è spinto troppo vicino al suolo ed ha avuto un incidente;
* o si tratta di un cucciolo caduto dal nido;

Ma la domanda che sorge spontanea (o che dovrebbe sorgere spontanea) è: E adesso che l'ho raccolto, come diamine lo aiuto?

youanimal.it


Per prima cosa, restate calmi.
L'uccellino non sarà affatto felice di essere preso dall'uomo, ma non lasciatelo cadere, né stringetelo con eccessiva veemenza. Maneggiatelo con cura, insomma. Ed agite tempestivamente. Tenete conto che un animale selvatico cercherà di liberarsi dalla vostra stretta gentile. Vi beccherà e gli artigli potrebbero graffiarvi. Resistete. Non fatevi graffiare. Vi disinfetterete a casa.

La prima cosa da fare è accertarsi che l'animale non sia ferito. In quel caso, può aiutarlo solo un veterinario. Se l'animale non è palesemente un pulcino - ed in questo caso c'è poco che si possa fare se non raccoglierlo ed affidarlo alle cure di un esperto o di un centro di recupero - provate a dargli lo slancio voi. Non lanciatelo in aria come se fosse una colomba che spicca il volo dalla finestra del Papa. Le rondini atterrano sul petto. Potrebbe procurarsi delle lesioni interne.
Non lanciatelo mai. 
Mai. 
Tenetelo, invece, tra le mani a coppa e sollevate questo nido improvvisato per tre, quattro volte. Se l'uccello sta bene, sbatterà le ali e si alzerà in volo. Sarebbe meglio provare a fare quest'esperimento non al suolo, ma sul terrazzo del vostro palazzo, cosicché l'uccellino possa sfruttare le correnti aeree. Stando ad una saggia distanza dal parapetto - cosicché se l'uccellino avesse un'aluccia rotta non si spiaccicherebbe di sotto - provate a dargli lo slancio in questo modo.
Se non ce la fa, se si rannicchia nel nido improvvisato, se nemmeno ci prova a frullare le ali, lasciate perdere. In questo caso, la cosa più saggia che si possa fare è contattare un Oasi della Lipu. O un centro di recupero della fauna selvatica. Loro sono i più esperti e sapranno darvi tutte le indicazioni necessarie per telefono. Prenderete il vostro rondinotto (o rondone o balestruccio che sia), lo adagerete in una scatola con dei fori sul coperchio per l'aereazione (vanno benissimo quelle che si usano per le scarpe: sono leggere e resistenti allo stesso tempo) e lo porterete al centro d'accoglienza più vicino a casa vostra (per sapere dove e come date un'occhiata qui).

Ma che succede quando il centro è chiuso?
Perché è sera, è domenica, è il 15 Agosto?
Niente panico.
Basta seguire alcune piccole regole e resistere fino all'apertura. Se il centro è chiuso, di solito una segreteria telefonica fornisce delle istruzioni in maniera chiara e dettagliata per aiutare l'uccellino fino alla riapertura dei cancelli. Cosa fare e cosa non fare è spiegato dettagliatamente qui.

Per mia esperienza (no, non ho scattato fotografie all'animaletto. Era troppo spaventato ed impaurito per sottoporlo anche a quest'altro stress), occorre armarsi di:
*pazienza;
*un santo marito/convivente/fidanzato che ti aiuti nell'impresa;
*guanti sacrificabili;
*una scatola da scarpe;
*carta scottex;
*omogeneizzato di carne;
*una siringa da insulina senza ago, o un contagocce pulito;
*una bottiglietta di plastica o una borsa dell'acqua calda;


Ricordate sempre che l'uccellino ha più paura di voi. E che per paura potrebbe beccarvi. Non amano farsi manipolare, perché sono animali selvatici. Scordatevi gli uccellini dei film della Disney che si posano sulle spalle e sulle dita delle eroine. 
Quindi, prima di afferrare l'uccellino e provare ad alimentarlo, chiudetevi in una stanza sicura. Un posto tranquillo. Il bagno andrà benissimo. Se con voi vivono altri animali (cani, gatti, ecc), teneteli lontani. Fate in modo che non si accorgano dell'arrivo dell'uccellino ferito. Saranno più tranquilli entrambi, i padroni di casa e l'ospite improvviso.

Indossate i guanti.
Se l'animale è ferito, non improvvisate cure e o bendaggi a meno di non saperli fare (ma non credo che in quel caso vi siate fermati a leggere questo post) e tamponate dell'acqua ossigenata sulle ferite con un dischetto di cotone (occhio, l'acqua ossigenata brucia. Non mandategliela sugli occhi!).

Prendete il cibo. La cosa migliore sarebbe avere delle camole del miele o della farina, ma siccome non sono cose che le persone tengono in dispesa (anzi!), potremo usare dell'omogeneizzato di carne. I più temerari avvicineranno mosche e ragni al becco dell'uccellino con una pinzetta,e a quel punto dovrebbe aprire il becco da solo. Confesso di non avercela fatta. Ho preso quindi l'omogeneizzato di carne, l'ho stemperato con un po' d'acqua e l'ho infilato in una siringa vuota e senza ago.
Mi raccomando: mai dare ad un uccellino del pane bagnato con del latte. Se non avete l'omogeneizzato va benissimo della carne cruda (macinato o carne frullata).
Prendete l'uccellino con delicatezza per la schiena. Create un nido con la mano dove l'uccellino possa sentirsi protetto e al sicuro.
Avvicinate la siringa al becco.

E adesso viene la parte più difficile.
Poiché voi non siete mamma rondone, il cucciolo non aprirà il becco. Men che meno lo farà un esemplare adulto. Quindi, fate fuoriuscire un pochino della mistura di omogeneizzato ed acqua e spargetela sul becco dell'uccellino. Oppure, se ve la sentite, aprite con delicatezza il becco. Ma fate piano e, soprattutto, non insistete: c'è il serio rischio di rompere il becco al rondinotto, e allora sì che sono dolori.
Idratate l'uccellino facendogli cadere alcune gocce d'acqua sul becco.

Insistete.
Non datevi per vinti. Con pazienza, dovreste riuscire a farcela.
Tenete conto che i piccoli dovrebbero mangiare ogni mezz'ora, e gli adulti ogni 2-3 ore. La cosa comoda è che dopo le ventidue, le rondini si addormentano, almeno a detta del veterinario, quindi non dovrete alimentarlo di notte. 

Ricordate di tenere al caldo l'uccellino. La carta da giornale sul fondo della scatola lo isolerà, ma tenete accanto alla scatola una bottiglietta piena d'acqua calda o, meglio ancora, una borsa dell'acqua calda per dare tepore all'uccellino. Fate attenzione che l'acqua non sia troppo calda. Non vogliamo fare un rondinotto arrosto, vero?

Ricordatevi di lavarvi sempre le mani prima e dopo aver maneggiato l'uccellino. E di indossare sempre dei guanti. Vanno benissimo quelli in silicone, che vi permetteranno una sensibilità tattile maggiore; ma all'occorrenza, fate con ciò che avete in casa. Dei classici guanti di plastica gialla, di quelli che si usano per le faccende domestiche, insomma, andranno bene lo stesso. Lavateli, prima. E sciacquateli bene.

Anche se sono adorabili, anche se vi si scioglie il cuore dalla tenerezza, non coccolateli. Mai. Non deve svilupparsi l'imprinting per nessuna ragione al mondo. Dubito che si possa sviluppare dopo mezza giornata di cure, ma è sempre meglio evitare. Le rondini sono animali selvatici e tali devono restare. E che non vi passi per la testa di tenerle in gabbia, assieme al canarino. L'allevamento di animali selvatici è vietato dalla legge italiana.


Com'è finita la vicenda del rondinotto salvato?
Mio marito ed io l'abbiamo aiutato seguendo il metodo sopra descritto. Il mattino seguente, l'ho consegnato al Centro Lipu di zona, e l'ho affidato alle cure dei volontari e dei veterinari del centro. Una storia a lieto fine, insomma. E sono sicura che se seguirete le regole sopra descritte, anche il vostro amico salvato potrà tornare a volarsene libero nel cielo.

Se non avete un centro Lipu nelle vicinanze, contattate il Corpo Forestale dello Stato digitando il 1515. Perché magari potreste avere bisogno del loro aiuto per salvare altri tipi di uccellini. O qualche mammifero ferito, ritrovato lungo il ciglio della strada.

Per mia esperienza, basta mantenere il sangue freddo e non lasciarsi prendere da un'eccesso di buona volontà, perché spesso si possono fare più danni che altro. Il problema è affezionarsi agli animali salvati, ma sapere che torneranno liberi è la più grande delle ricompense.
Spero che queste piccole dritte possano aiutare qualcuno, semmai ve ne fosse bisogno. E se poi volete dare una mano, o volete saperne di più sulla Lipu  vi lascio il link qui.
E grazie di cuore. Anche da parte degli animali.

Acque pacate e dolci risate finché non ci rincontreremo




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